Sunday, May 31, 2009

Trani, Spazio Off Live Wave 18 aprile 2009

Orient Express, rock band di Barletta, dal sound che richiama le atmosfere post-rock dei Mogwai e la psichedelia dei Verdena, in un intreccio assolutamente ben riuscito e d’impatto...

da LeVignepiene.com

I SEGRETI DI MOLTHENI
di Pierpaolo Scuro


Meglio mettere da subito le cose in chiaro. Moltheni è il miglior cantautore italiano dei nostri tempi. Lo dice il pubblico “indipendente”, lo dice la stampa specializzata. E lo dice il sottoscritto, che di sicuro non è più ingenuo degli altri. Ed è dannatamente vero, anche se quel folletto marchigiano che, quando non è chiamato “alle armi”, risponde al nome di Umberto Giardini, difficilmente lo vedrete in testa alle classifiche delle vendite di dischi (di questi tempi, poi…) o accanto ad una pseudo-Simona Ventura, in una qualsiasi trasmissione televisiva di successo. A sue spese, il signor Giardini ha scelto di essere un fantasma in quella palude melmosa che è l’attuale scena della canzone italiana, tralasciando tutto ciò che fa della musica un caotico circo. Rimanendo sempre fedele a se stesso, senza compromessi, senza mai strizzare l’occhio al business, al mercato, alle mode. Anzi, probabilmente è l’artista “meno fashion” che abbiamo nel nostro paese, con le sue canzoni che rievocano le atmosfere di Nick Drake, Lucio Battisti e i folk-singer del nuovo continente.
Allo Spazio Off di Trani, casomai ce ne fosse stato bisogno, ha dato ancora una volta prova del suo smisurato talento, per merito anche di una band molto affiatata e tecnicamente impeccabile, nonché di un’acustica pressoché perfetta. Una serata, questa, in cui Moltheni ha mostrato i molteplici risvolti della sua affascinante personalità: l’artista rock coinvolgente e dannato e il cantautore profondo, silenzioso e sensibile; il cantante timido e il leader che scherza con la propria band e con il pubblico. Come quando, al grido di un fan inneggiante alla sua candidatura da sindaco, lo stesso ha risposto con un “ci sarebbe da divertirsi” in modo semplice, spontaneo. E sincero, anche quando prima della splendida ballata “Corallo”, ha chiesto il silenzio al suo pubblico e ha ammonito, prima con lo sguardo e poi verbalmente, chi, imperterrito, continuava a frantumare la magica atmosfera creatasi, esclamando, visibilmente infastidito, che il suo “non è un concerto rock”. In una scaletta che ha ripreso quasi al completo la tracklist del suo ultimo lavoro, “I segreti del corallo” (pubblicato nell’anno corrente dalla Tempesta Records, dei Tre Allegri Ragazzi Morti), con minime concessioni alla sua restante discografia, il cantautore residente nel capoluogo bolognese e la sua band hanno dato vita ad un’esibizione da pelle d’oca, per un set a ritmo sostenuto ed un totale di un’ora e mezza di concerto. Gli applausi sono sembrati interminabili, al termine di ogni brano, e Moltheni ne è stato piacevolmente sorpreso, tanto da ammettere che “quella di raggiungere Trani è stata una scelta ben riuscita”. Lo si è visto nello sguardo della gente, negli occhi chiusi o lucidi per l’emozione e nel movimento lieve e a tempo dei corpi. L’apertura della serata è stata riservata agli Orient Express, rock band di Barletta, dal sound che richiama le atmosfere post-rock dei Mogwai e la psichedelia dei Verdena, in un intreccio assolutamente ben riuscito e d’impatto.
Se un giorno anche “i nomi che contano” nella discografia italiana si accorgeranno dello smisurato talento di questo quarantenne, autore delle più intense ballate di questo decennio, probabilmente vorrà dire che qualcosa, tutto sommato, sarà cambiato e in meglio. Del resto, la speranza è più viva che mai, dopo che, come incantevoli alieni atterrati in un mondo ripetitivo, noioso e a tratti anche volgare, anche un ex gruppo di nicchia, come gli Afterhours, ha calcato il festival di Sanremo. Se per il nostro, però, il successo si farà attendere ancora a lungo o mancherà definitivamente all’appuntamento, dopo stasera (più che mai) nessuno ne farà più un trauma. Perché i picchi d’ascolto, fortunatamente, non sono indispensabili per i brividi a fior di pelle.