Tuesday, September 30, 2008

"Ten drops" il primo video ufficiale degli Orient Express. Regia di Beppe Massara

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Girato nello scorso luglio in terra pugliese è da oggi visibile "Ten drops" il primo video degli Orient Express diretto da Beppe Massara. Il brano tratto da "Illusion", debut album della band di Barletta uscito nel Settembre 2007 con MyKingdommusic, è stato riarrangiato in una nuova versione per l'occasione(mp3 in download gratuito su myspace.com/officialorientexpress).

Il video è presente ai seguenti link:
Officialorientexpress.it (blogsite ufficiale)
Youtube (Official Orient su YouTube)
Qoob.tv (il sito di QoobTV dove è anche possibile votare il video per mandarlo in tv)


presentazione a cura di Beppe Massara
Ten Drops è la sintesi di un "cut-up" (William Burroughs utilizzò questo particolare metodo di de costruzione in alcune delle sue opere letterarie e lo sperimentò in molte forme. La più semplice forma di cut-up, come suggerito dallo stesso scrittore, consiste nel tagliare una pagina in quattro sezioni e poi dare a queste ultime una nuova sequenza. Poi si prosegue spezzettando le parti in unità ancora più piccole e così via. Ma il cut-up può trovare dei modi di utilizzo anche in forme diverse dal testo scritto: anche il nastro di una cassetta audio può venire ritagliato e ricomposto in maniera disordinata.) E' il random access al pensiero origine e mito dell'ispirazione epica ed onirica della scrittura musicale del brano in oggetto. Inoltre è, premetto per onestà intellettualle, il tentativo di mettere ordine al caos sperimentando, ma soprattutto improvvisando con l'ausilio del mezzo tecnico e del buon senso della propria estetica visiva, facendone conseguire un senso a posteriori."Il fuoco" del percorso visivo è il deserto, sfocato. Questo è il luogo assoluto, adimensionale, la placenta delle idee. Il punto origine, dove non c'è nulla e nulla di materiale da ricostruire, ma tutto resta apparentemente uguale, autonomo in equilibrio.E' l'illusione.Cos'altro è l'illusione, se non musica, evasione, dimensione, campi lunghi, panorami. Libero arbitrio per l'occhio, luci x le pupille, cromatismi riflessi nell'iride, ossigeno x la mente.Volersi perdere lontano dalla città, dalle costruzioni che allo stesso tempo sono il nostro nido e la nostra gabbia, restare nudi, sotto il sole, cercando qualcosa sapendo di non poterla comunque afferrare, ma il fatto che essa è lì da qualche parte tra le rocce, stimola ed ispira la nostra ricerca tesa a Febo.Come tutte le divinità, Febo (wikipedia: deriva dall'epiteto greco degli dei Apollo e Diana, ossia Phoibos e Phoibe, latinizzati in Phoebus e Phoebe. In greco il termine "phoibos" significa splendente, luminoso.) può essere compassionevole, generoso e bellissimo, ma anche iracondo, vendicativo e mostruoso, può irradiarci delle proprie energie innalzandoci a semidei prossimi all'olimpo o annularci nel buio, lasciando di noi solo le sagome dai contorni indefiniti.E tutto ciò avviene dentro di noi, come un sogno. Senza illusione non siamo! senza di essa la nostra carne è il nostro limite. Quando ci risvegliamo non resta nulla, oltre ad i nostri residui organici. Dieci gocce di sangue, lacrime e sudore a testimoniare l'implosione in noi stessi.

Credits:
Orient Express "Ten Drops"
Montaggio e Soggetto - Beppe Massara
Direttore della Fotografia - Giovanni Albore/Beppe Massara
Cineoperatore - Alessandro Suzzi/Beppe Massara
Attrice - Celeste Ladogana (Febo)
Audio and Video recorded, edited and mastered @ Gel Studio (Trani) 2008
www.myspace.com/studiodiregistrazionegelstudio

Wednesday, September 24, 2008

Il trailer di "Ten Drops", primo video degli Orient Express in uscita il 1° Ottobre

Sarà visibile(tramite Youtube) da Mercoledì 1°Ottobre, "Ten Drops", il primo video degli Orient Express con la regia di Beppe Massara. Nell'attesa è possibile scaricare gratuitamente dalla pagina MySpace l'mp3 della nuova versione del brano tratto dall'album di debutto "Illusion" uscito a Settembre 2007 con MyKingdomMusic.


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Sunday, September 21, 2008

Orient Express: abbasso la superficialità

Intervista su Saltinaria.it

Gli Orient Express sono una band di Barletta (Bari). Nel 2007 esce il loro disco d’esordio “Illusion” fedele ad una linea sonora indie con riferimenti e spunti psichedelici anni ’70 e grunge. Ci racconta tutto di loro Pablo, batterista del gruppo.

Pablo mi racconti qualcosa degli Orient Express?
Orient Express è un progetto di vita oltre che musicale, condivisione di sensazioni, umori, gioie e dolori… sentimenti forti. Come già detto in altre sedi, la nostra musica è una terapia per noi stessi in primis, e per chi dovesse comprenderla a fondo. Non ci piace essere superficiali, dobbiamo entrare nell’animo di chi ci ascolta.

Com’è nato il vostro nome?
Il nome è solo un nome, è importante ma non ha necessariamente un significato riconducibile a qualcosa in particolare, ci piace a volte tanto, altre un po’ meno ma ci caratterizza da tempo ormai. Non ricordiamo il perché l’abbiamo scelto anzi di volta in volta ci inventiamo una storia. Ad esempio potremmo dirti che abbiamo viaggiato realmente sull’Orient Express e ci ha affascinato l’idea che attraversasse due continenti toccando culture molto differenti tra loro influenzando fortemente la nostra musica..questa potrebbe essere un ottima motivazione.

“Illusion” è uscito nel 2007 e ancora vi dà grosse soddisfazioni…
Sì lo sfrutteremo fino al midollo così abbiamo il tempo di registrare il prossimo disco nel frattempo, e se non dovessimo finire le nostre copie le cominceremo a regalare. A volte, quando l’alcool ha il sopravvento su di noi durante i concerti lo regaliamo a chi indovina dei semplici quesiti… che lavoro fa il tastierista o roba del genere. Le recensioni sono state molto positive, la cosa divertente sono i paragoni a volte assurdi di certi recensori o la citazioni di band a cui mai ci saremmo sognati di essere accostati. A breve uscirà il primo video ufficiale “Ten Drops”, in una versione leggermente diversa da quella presente sul disco, sarà qualcosa di molto “desertico”. Prossimamente su questi e altri schermi.

Avete un’intensa attività live, che vi ha portato a suonare con grandi nomi… mi racconti qualcosa?
Ogni esperienza è diversa, è bello poter “sfruttare” determinati palchi anche se è sempre molto difficile conquistare un pubblico che non è lì per te(a parte gli amici irriducibili). I grandi nomi quando riesci a scambiarci due chiacchiere sono in genere sempre indaffarati con il proprio ego, a volte diplomatici, a volte stronzi… ma per loro, finché non sei nessuno, sei solo una delle tante band conosciute nelle tappe di un tour di cui non ricorderanno assolutamente il nome il giorno seguente. Hanno tutta la nostra comprensione, non è facile essere star del music business.

Le illusioni aiutano a vivere meglio?
“Marzullianamente“ parlando?

Si, sembro proprio Marzullo…
…“Marzullianamente“ parlando le illusioni sono frutto di noi stessi e solitamente precedono le delusioni quindi non credo che aiutino a vivere meglio, a qualcuno forse aiuteranno ma sinceramente preferiamo avere i piedi ben piantati in questa terra, anche se è maledettamente paludosa. L’illusione è come la fede in qualcosa o in un essere superiore, aiuta la gente a non pensare alle cose reali e a crearsi degli alibi.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?
God Machine, God Machine e ancora God Machine. Il più grande gruppo mai esistito. Cercate i loro dischi, ma non li troverete. Sono fuori catalogo da millenni.

La scena emergente pugliese è in continuo e ottimo fermento. Cosa ne pesi? Mi fai qualche nome di artisti/band pugliesi che ammirate?
Ce ne sono tante di band valide in Puglia, dallo stoner al pop, al folk d’autore. E’ una terra dove la contaminazione musicale è di casa. Le band ci sono, mancano solo gli spazi… ad esempio Gardenya e U’Papun, due ottime band con cui abbiamo condiviso il palco con i Rezophonic lo scorso tre agosto, andatevele ad ascoltare se avete tempo. Sono lontane da noi ma hanno le idee molto chiare su quello che vogliono. Apprezziamo molto anche Domenico Modugno ma mi sa che non è un artista emergente.

Concordo con i Gardenya! Ma… state già pensando ad un nuovo disco?
Si, ci venderemo alle classifiche componendo il singolo perfetto per gli adolescenti, faremo un sacco di soldi. A parte gli scherzi… il nuovo disco arriverà molto presto con grosse novità ma con un sound perfettamente riconoscibile, abbiamo iniziato un percorso che non sappiamo ancora dove ci porterà ma confidiamo in noi stessi e nella riuscita dei nostri intenti.

Vuoi aggiungere qualcosa?
Sì, visitate www.officialorientexpress.it. Grazie a te Ilario per lo spazio concessoci e per la recensione che abbiamo apprezzato tantissimo. Auguriamo alla redazione un buon lavoro con SaltinAria.it e a tutti gli altri… non siate mai superficiali!!!

Wednesday, September 17, 2008

Friday, September 12, 2008

Notte Bianca a Barletta - Sabato 13 Settembre

Jek'O feat. Jimi Ray live@Arena del Castello,Barletta
h 00.00

Jek'O, il progetto acustico parallelo agli Orient Express di Gg, si esibirà con Jimi Ray Mutiem Sabato 13 Settembre presso l'Arena del Castello di Barletta in occasione della Notte Bianca.

Gg - voce, chitarra, basso
Giuseppe Seccia - pianoforte, cori
Jimi Ray Mutiem - basso, voce, chitarra
Pablo - batteria

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Monday, September 8, 2008

Orient Express sul numero di Settembre di Rumore(n°200!)

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La recensione di "Illusion" di Stefano Cerati da Rumore n°200
Voto 7
Davvero interessante l'esordio di questa band italiana che coniuga sensibilità anni '70, una forte vena psichedelica e molto pathos emotivo. Le canzoni appaiono all'inizio quasi tremolanti, specchiandosi in una luce diafana e in molte chitarre acustiche. L'iniziale Eternal Child porta alla mente il senso di struggimento interiore dei Verdena, ad esempio. Spesso la struttura è come un moto ondoso che passa dal placido ed etereo oblio fino alle chitarre più guizzanti(Madness, Illusion). Anche se la pronuncia inglese non è perfetta, la voce riesce ad esprimere un forte senso malinconico, una sensazione di abbandono a volte carica di enfasi(Ten Drops). In Rats Know l'atmosfera sonnolenta ed ammaliante al tempo stesso recupera certe sensazioni oppiacee del trip hop, dando ancora più profondità e calore. Le canzoni hanno tutte un gran gusto. Peccato che la produzione, diciamo un pò vintage, non esalti le qualità espressive del gruppo che vive in un passato ottimamente riattualizzato, non dimenticando le proprie origini italiane, nonostante il nome.