Sunday, December 30, 2007

Tratto dal numero di Dicembre 2007 de "Il Fieramosca"
ROCK BAND ORIENT EXPRESS
UNA GIOVANE REALTÀ MUSICALE DELLA NOSTRA CITTÀ
L'articolo è presente anche sul Magazine ComitatoProcanne
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di Ilaria Ricco
Sono sempre stata un’amante dei viaggi, ma questa volta
non ho dovuto nemmeno fare la valigia, nessun biglietto mi è servito per salire su quest’Orient Express, e cominciare una nuova interessante avventura.
Un viaggio che trova la sua spiegazione nel suo dispiegarsi, la sua meta nel “non arrivare”, un percorso cominciato molto prima che io salissi su “questo treno”, e precisamente nell’ormai lontano 2002, quando i componenti di questa rock band pugliese, gli “Orient Express” appunto, casualmente si trovavano e decidevano di dar vita a questo ambizioso progetto. Un percorso musicale travagliato, come l’hanno definito gli stessi quattro protagonisti, tutti rigorosamente barlettani, Pablo (Paolo Ormas) alla batteria, Gg (Gigi Doronzo) alla chitarra, Wito (Vito Di Giovanni) voce e basso, e Blondy (Pasquale Giannini), sinth. Un cammino cominciato con molte difficoltà anni fa, andato avanti tra alti e bassi, tra demo autoprodotti, contest e concorsi a livello nazionale (come le finali nazionali al Live Tim Tour 2003 e al Kismet di Bari), partecipazioni a programmi su TV specializzate (come il Rock TV Tour), concerti in varie città d’Italia, come Roma, Firenze, Milano, Crotone, Reggio Calabria, Palermo, o come spalla a gruppi di levatura nazionale e internazionale (come i Tiromancino, i Marlene Kuntz, Eugenio Finardi, i Gemelli Diversi, Marta sui Tubi), fino al coronamento lo scorso 6 ottobre, con la presentazione ufficiale, a Trani allo Spazio O.F.F., del loro primo CD.
“Illusion”, prodotto dalla My Kingdom Music, è uscito il 5 settembre scorso sul mercato ed ha già registrato buoni consensi dalla critica specializzata (in attesa della degna attenzione da parte dei media locali): “Un esordio, quello della band pugliese, indubbiamente degno di nota, nel quale emergono una notevole capacità di creare melodie ispirate e fantasiose e una minuziosa accortezza e competenza nell’esecuzione e nell’arrangiamento dei brani…” (Debaser), o ancora “…il rockeggiante quartetto riesce a rappresentare molto bene su disco la propria visione musicale, con dieci brani che si dipanano senza apparente fatica e che, in maniera sovente discreta e subliminale, si conquistano l’attenzione dell’ascoltatore” (Silent ScreamZine).
Un CD sicuramente introspettivo, intimista, che descrive i vari aspetti del carattere di questo gruppo, come varie sfaccettature di un’unica personalità che si ritrovano in un comune filo conduttore che, come in un viaggio, attraversa tutti i testi del CD al ritmo del psych-rock, sin dal primo brano, “Eternal Child”, che al suo interno racchiude tutte le caratteristiche del loro suono, tenebroso e psichedelico, melodico e ricercato allo stesso tempo.
Un modo per esorcizzare le paure, “un pezzo di anima che sanguina”, come l’ha laconicamente definita uno dei componenti del gruppo stesso; lo spunto e l’ispirazione, è fornito da situazioni vissute in prima persona, con tutti i dolori, le paure e le speranze
I quattro componenti del gruppo, da sinistra: Blondy (Pasquale Gian-nini), Gg (Gigi Doronzo), Wito (Vito Di Giovanni) e Pablo (Paolo Ormas) ad esse legati, e quanto alle loro influenze, non mi sfoderano nomi altisonanti di gruppi legati alle tradizioni musicali del nostro passato, ma piuttosto mi parlano di sentimenti, in primis l’amore, quello per una donna, magari cantato in “maniera strana, sanguigna” come ci tengono a sottolineare, ma anche di tempo, vita, morte, sogni, che trovano attraverso la musica uno “sfogo grandissimo”, che parte da un bisogno quasi fisico di “completarsi”. Una “sorta di presa di coscienza del nostro essere costantemente sul filo del rasoio”, nostro riferito alla nostra generazione, così affannosamente alla ricerca di un senso, di una stabilità, e spesso allo sbando.
E se ancora questo turbinare di sentimenti non vi ha prepotentemente catapultato sul treno degli “Orient Express”, fatevi allettare da questo “viaggio”, consultando il loro sito
http://www.officialorientexpress.it/, dove potrete trovare la biografia dettagliata del gruppo, le foto, i comunicati stampa, il calendario, i links, i testi e la cronologia dei concerti, così non potrete farvi trovare impreparati al prossimo evento di cui saranno sicuramente protagonisti prossimamente gli Orient Express, visto che ancora tanti sono gli impegni che li coinvolgeranno, specie per la promozione del loro CD. Ma se da saggi barlettani campanilisti, vorrete fare di più, potrete acquistare il loro “Illusion”, in tutti i negozi di musica (previa ordinazione), o a Barletta presso il Saint Patrick, o a Time of Music, o a Bari a New Report contribuendo a far vincere loro questa sfida e a prolungare ancora a lungo, questo loro “viaggio”!

Thursday, December 20, 2007

Orient Express sul numero di Dicembre della rivista mensile locale "Il Fieramosca" e con un mucchio di recensioni sul web

Nuove recensioni pubblicate e a breve il post dell'articolo di Ilaria Ricco pubblicato sul numero di Dicembre della rivista mensile locale "Il Fieramosca" (http://www.ilfieramosca.it/)

da Sensorium.it

Piacevole scoperta gli Orient Express, giunti, neanche da troppo lontano (sono italiani), alla guida della locomotiva del loro treno delle vaghe illusioni. Attivi da poco più di cinque anni, con un demo e un promo CD all'attivo, nel maggio di quest'anno arriva la firma dell'ambito contratto discografico. Grazie ad una intensa attività live, la band è giunta all'esordio rodata, senza la necessità di dover spendere prezioso tempo in studio per perfezionare l'affiatamento tra i quattro membri.
"Illusion" è un album intenso, sognante, pregno di richiami alla psichedelia che negli anni settanta riempì d'inchiostro numerose pagine del grande libro che narra la storia musicale. Il caledoscopio di cui è composto l'universo musicale degli Orient Express richiama il lato meno 'sporco' dei Motorpsycho e i God Machine. Incantevole "Euphoria", la traccia posta in chiusura. Dopo una intro sognante, arricchita da rintocchi al pianoforte, la chitarra elettrica spezza la tensione emozionale e apre il brano più atmosferico e dilatato di tutto il lavoro.
Senz'altro in tema l'artwork, dalla grafica che richiama a sua volta gli anni settanta e il vinile. Chiudiamo con la citazione di Milan Kundera con la quale la band ama presentare il proprio stile: "Le persone stanno diventando sorde a causa della musica suonata a volumi sempre più elevati, ma, proprio perchè stanno diventando sorde, la musica deve essere suonata a volumi sempre più elevati".
Stefano Serati

da Dagheisha.com

Gli Orient Express propongono il loro primo full lenght dopo anni di gavetta, ben cinque, materializzatisi in svariati demo e apparizioni in compilation. La prima impressione che mi colpisce è quella di un lavoro frutto di grande impegno e serietà; ciò si conferma per tutta la durata dell’album, risultando quasi impossibile scovare cadute di stile, momenti riempitivi. A prescindere dai gusti musicali ciò rende un merito notevole al quartetto di Barletta. La loro miscela onirica di hard rock, ricca di suggestioni, momenti di assoluto oblio, graffi chitarristi dolorosi, è assolutamente in grado di coinvolgere l’ascoltatore; il fascino delle composizioni riesce a vincere sul pericolo monotonia-noia dovuto al motivo di trovarsi di fronte a contenuti molto omogenei nello stile, a canzoni dalla durata superiore alla media radiofonica dei soliti 3:30 (la media oscilla sui 5’ abbondanti). Forti sono i richiami agli anni ’70, ma non c’è la sublimazione di stilemi triti e ritriti. Forse l’unica critica che mi sento di muovere ai ragazzi è la difficoltà di penetrare il territorio “consumer”, la proposta risulta comunque di nicchia e comporta uno sforzo per l’ascoltatore che mal sopporta canzoni lunghe o che comunque non è appassionato di rock lisergico. D’altro canto, ritengo che 'Illusion' farà esultare gli appassionati del genere per i succitati motivi. Rimane quindi un ottimo lavoro, da ascoltare in assoluta solitudine, silenzio con l’ unica compagnia di un lieve spiraglio di luce.

da Shapelesszine.com

Devo ammettere in tutta sincerità che la recensione del debutto dei pugliesi Orient Express è stata una delle più problematiche che mi siano mai capitate. Mi arriva questo pacchetto della My Kingdom Music, un'etichetta che apprezzo da sempre per la qualità altissima dei lavori prodotti; mi ritrovo tra le mani questo strano promo, con una copertina che sembra mischiare la psichedelia degli anni '60 con i pupazzi di "Nightmare Before Christmas"; inizio a leggere e mi trovo davanti un gruppo che viene definito come psychedelic dark rock e che cita tra le maggiori influenze band come i Motorpsycho, i God Machine e la scena psichedelica degli anni '70... Ho pensato, 'ehi, questa è proprio roba per me!'. Vado avanti a leggere e scopro che la band è nata nel 2002 ed è composta da Wito (basso e voce), Pablo (batteria), Gg (chitarra) e Blondy (sintetizzatore). Dopo alcuni anni di gavetta, in cui la band ha potuto suonare assieme ad altre realtà italiane come Marlene Kuntz, Eugenio Finardi, Radiodervish, Yo Yo Mundi ecc, arriva nel 2007 il contratto con la My Kingdom Music, che si concretizza nella pubblicazione di questo "Illusion". A questo punto piazzo il CD nel lettore e inizio a farmi avvolgere dalle trame create da questi ragazzi e l'impressione è subito buona: "Eternal Child" è un brano lento, malinconico ma non freddo; le chitarre si intrecciano in una pioggia di note, mentre la batteria alterna carezze a momenti più vigorosi. La voce di Wito convince per stile e interpretazione e, in generale, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un gruppo già maturo. Si passa poi a "Madness" e quella che viene fuori è la seconda anima del gruppo: le chitarre si fanno più graffianti, fanno capolino i citati God Machine e si intravede un po' di attitudine grunge. La parte strumentale mi è piaciuta molto, ma devo dire che le linee vocali mi sono sembrate più curate nel primo pezzo. Vado avanti così, ascoltando e riascoltando canzone dopo canzone il lavoro degli Orient Express e vedo la band mischiare abilmente le carte; la title track e "Prison Head" sembrano fondere le due facce del gruppo, trovando il giusto equilibrio tra le parti; "Rats Know" è una bella parentesi con atmosfere lisergiche e orientaleggianti; "Today" mi culla con il languore di quelle canzoni che ti parlano di malinconica speranza; fino ad arrivare a "Euphoria" che, con i suoi otto minuti di durata, va citato tra i momenti migliori dell'intero disco. Insomma, i minuti scorrono, tutto (o quasi) funziona, questi ragazzi sono davvero bravi... eppure c'è qualcosa che non mi quadra. E qui arriva il problema. Io non sono ancora riuscito a isolare, razionalmente, la causa di questa sensazione: posso effettivamente dire che i momenti più veloci ed energici, a mio parere, sono meno riusciti di quelli più calmi e suadenti, ma questo non è sufficiente. Il fatto è che gli Orient Express non sono riusciti ad entrarmi dentro come invece mi succede per numerosa altre proposte dell'etichetta nostrana. È come se la loro musica, per me, si fermasse alla superficie, senza arrivare a toccare quelle corde emotive che permetterebbero una vera comprensione di tutto "Illusion". Questo, essendo un problema totalmente soggettivo, potrebbe risolversi con una scrollata di spalle da parte di voi lettori e della band: insomma, chissenefrega. Vero, però non potevo neanche ignorare questo fatto. La musica degli Orient Express non può essere giudicata solo con criteri razionali, sarebbe assurdo: l'emozione, il sentimento, l'impulso irrazionale sono tutte componenti essenziali in una proposta come la loro. Insomma, per quanto mi riguarda, gli Orient Express hanno realizzato un lavoro interessante, personale e ricco di sfaccettature che, però, non riesce completamente a centrare l'obbiettivo. Detto questo, però, il mio consiglio è dare loro una chance e di provare ad ascoltare qualche loro canzone: sono sicuro che molti di voi potrebbero rimanere rapiti dalla loro proposta.
(Danny Boodman - Novembre 2007) Voto: 7.5
da Metalloitaliano.it

Una proposta quasi intima quella dei nostrani Orient Express, autori di un dark rock dalle forti tinte psichedeliche e tipicamente ‘70s. I loro disco di debutto, questo “Illusion”, si caratterizza infatti per un’alternanza quasi complementare tra strutture musicali tipicamente rock ed una serie di aperture al mondo dark e psichedelico che catapultano gli Orient Express in un limbo sonoro molto personale e curioso. Le due facce della medaglia, le iniziali e diverse “Eternal Child” e “Madness”, descrivono meglio di mille recensioni i due aspetti fondamentali di questa compagine, assolutamente atmosferica ed avvolgente la prima, vigorosa e scorbutica la seconda. Tutto il disco, dunque, si muove su queste coordinate stilistiche, sfruttando con ridondanza semplici arrangiamenti di chitarra per le parti più soft e “teatrali” ed utilizzando, in maniera intelligente, i sintetizzatori ed il pianoforte. Spesso, gli Orient Express costruiscono i propri brani in maniera che il refrain venga quasi esploso in faccia all’ascoltatore, in un crescendo di atmosfere rarefatte ed introspettive. Ottimi brani come la magnetica titletrack e la vibrante “Rats Know” si alternano, però, a composizioni meno ispirate e ridondanti, in cui gran parte del pathos creato dalla band si disperde inesorabilmente e con un certo rammarico di fondo. Un vero peccato, perché oltre a questo particolare appunto e ad una produzione troppo freddamente “analogica”, il primo disco di casa Orient Express mette in mostra delle doti di un certo rilievo che, molto probabilmente, potranno essere sviluppate e potenziate nell’immediato futuro. Le qualità per fare bene ci sono ed il passaggio fondamentale del primo disco è stato superato dalla band del roster My Kingdom Music con una certa disinvoltura. Vediamo cosa combinano già dal prossimo disco...

Maurizio Gabelli
Gli Orient Express sono una giovane band che debutta con "Illusion". Come mostra chiaramente la copertina l'intenzione di questi ragazzi è quella di miscelare psichedelia ed atmosfere settantiane con atmosfere un po' cupe e vagamente gotiche, il risultato non è tuttavia a mio avviso ancora del tutto maturo. Innanzitutto la componente settantiano/psichedelica è decisamente preponderante rispetto al lato darkeggiante, inoltre al limite a modernizzare la proposta più che la cupezza c'è un certo feeling rock... insomma, le dieci tracce che compongono "Illusion" puntano tutto sulle atmosfere ricreate, incentrandosi soprattutto sulla liquidità e sulla languidezza del sound. Purtroppo non tutto funziona come dovrebbe e alla fine l'ascolto mi è risultato un po' ottundente e ho faticato più di una volta ad arrivare alla fine del cd, non aiutato dalla omogeneità delle canzoni che tendono un po' a confondersi l'una con l'altra (motivo per cui non ne ho citata nessuna in particolare)."Illusion" è comunque un cd che si merita tranquillamente la sufficienza e gli Orient Express dimostrano anche di avere delle idee interessanti, tuttavia ho l'impressione che ci sia bisogno di focalizzare meglio la proposta musicale per avvincere veramente gli ascoltatori.

Thursday, December 13, 2007

Da ieri "Illusion" è distribuito in Italia anche da Masterpiece Distribution, inoltre è possibile ordinare il primo album degli Orient Express anche tramite il catalogo Negative.

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Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con il Controfestival organizzato da Controradio, oltre 96 band si alterneranno sul palco del Teatro Kismet di Bari il 13,14 e 15 Dicembre, in 48 ore di musica senza interruzioni in diretta su Controradio Bari e Radio Popolare in diretta nazionale.
Info su http://www.controfestival.net/

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Orient Express Acoustic Side - Live Sabato 15, h.3 a.m.


Monday, December 10, 2007

Prima recensione francese per "Illusion", ulteriori recensioni da Germania e Austria

da Auxportesdumetal.com

Attention voici venir un futur grand ! Un futur grand ? Oui. Je me mouille, je prends le risque : Orient Express deviendra culte. C'est aussi obligé que le soleil se lèvera demain matin. Pourquoi ça me direz vous ? C'est tout simple : vous connaissez beaucoups de groupes capables de combiner voyage atmosphérique à la Anathema avec des mélodies pop toujours touchantes, et le grand trip des années 70 ? Voilà, vous commencez à comprendre.Rajoutez à cela que cette recette est préparée avec une classe digne d'un Paradise Lost et là, plus de doutes. Il ne manque que quelques années d'expérience à Orient Express et une paire d'albums pour devenir un groupe référence. Passionnant de bout en bout, jamais ennuyeux, plein de beaux moments, ce disque fleure bon l'inspiration. Les acoustiques font très Opeth (excusez du peu) et contribuent à nous immerger totalement dans cette merveille de premier disque.De "Eternal Child" à "Euphoria", vous aurez beau passer par "Rats Know", "First Dawn" et le burné mais toujours léger "Madness", impossible de décrocher de cette bête de disque, il vous rentre en entier dans la tête et plus moyen d'en réchapper. Bordel, il y a même du U2 de ci delà !Entre progressif, atmosphérique et beauté pure et simple, voici une autre manière de voir la musique légère. Un délice, vraiment !

da Ancientspirit.de

Bereits 2002 gegründet, schaffen es ORIENT EXPRESS erst jetzt, mit ihrem Debüt auf den Plan zu treten. Eigentlich verwunderlich, denn mit ihrer Mischung aus psychdelischem, teils gar hypnotischem und emotionalem Rock, melancholischer Atmosphäre, ein paar progressiven und funkigen Elementen, sowie Indie-, Trip-, Art-Rock-, Soul/Blues-, Alternative- und Pop-Anleihen. Mal erinnert dies etwas an ruhigere ENGINE, dann wiederum an Acts wie GOD MACHINE, SEIGMEN oder gar BLACKFIELD, oder auch hier und da an Acts wie ALICE IN CHAINS, STONE TEMPLE PILOTS oder THE CULT. Jedoch vermögen es die Italiener, trotz gegen Ende leider etwas nachlassendem Niveau, durchweg recht eigenständig zu agieren und direkt eine gehörige Duftmarke in der Szene zu hinterlassen. Anspieltipps: Die überragenden ersten drei Songs und dabei vor allem den Titeltrack!!!Danke My Kingdom Music, daß ihr immer wieder solch coole, emotionale Bands ausbuddelt und veröffentlicht, obwohl ganz offensichtlich kommerziell hier nicht wirklich viel zu holen ist. RESPEKT!Hage, 9 Punkte

da Metalglory.de

Illusion soll vom Genre her in die Richtung „Psychedelic Dark Rock“ gehen. Das ist aus meiner Sicht schon die Illusion bei der Scheibe!Sie ist eher rockig abgestimmt mit fordernden Bassdrives („Illusion“) und einer Hardrock- Gitarre die bei „Ten Drops“ sogar mit einem leichten Blues ausläuft. Unverkennbar sind Ansätze in Richtung in die dunklere Seite von Pink Floyd, doch leider in der Umsetzung nur streckenweise und auch nur mit dem Synth- Klavier angedeutet („First Dawn“).Der Gesang passt überhaupt nicht zu dem psychedelischen Anspruch der CD, er kommt zu hell und sanft herüber und bildet zeitweise zu der sauber abgestimmten und klanglich sehr guten Musik einen Anachronismus.Fazit: Ruhiger (Hard-) Rock, der leider gesanglich nicht überzeugt!

da Stormbringer.at

ORIENT EXPRESS aus Italien haben in ihrer Heimat in kürzester Zeit seit der Bandgründung schon mal zahlreiche Lorbeeren eingeheimst. Mit dem Debutalbum „Illusion“ im Gepäck schicken sich die vier Burschen jetzt an, auch den Rest Europas zu überzeugen, was mit den zehn psychedelischen Dark Rock Songs der Platte auch durchaus gelingen dürfte.Während der Albumopener „Eternal Child“ anfangs noch etwas schleppend daherkommt, kristallisiert sich bald ein durchaus angenehmes Hörerlebnis heraus. Zwar sind die Songs auf „Illusion“ durchwegs sperrig und vertrackt, aber echte Conoisseure schreckt das ja nicht ab – eher im Gegenteil. Die sanft angezerrten Gitarren von Gg, die sphärischen Vocals von Basser Wito, dazu der abgespacte Synth von Blondy und die präzisen Drums von Pablo schaffen eine äußerst faszinierende, fast schon hypnotische und zuweilen grungige Stimmung, die vor allem auf „Madness“ oder „Today“ gut rüber kommt.Leider krankt das Album, wie so viele Erstlingswerke so vieler Bands, etwas an der Produktion. Zwar wird der Sound nie wirklich störend, aber man hat ständig den Eindruck, dass die ganze Scheibe wesentlich besser hätte klingen können, zumal auch der Mix stellenweise die falschen Instrumente in den Vordergrund stellt. Dass nicht alle Songs gleichermaßen überzeugen, ist ebenso natürlich und insofern verzeihlich, als der Gesamteindruck der Platte ein durchwegs positiver ist.Mit einem Wort: ORIENT EXPRESS haben mit „Illusion“ eine bemerkenswerte Debutplatte hingelegt, die ihnen in vieler Hinsicht den Weg öffnen wird. Ein absolut hörenswertes Stück Musik, das sowohl Gothic-, Progressive als auch Grunde- und Rock-Fans überzeugen dürfte. Reinhören empfohlen!Wertung: 3.5 von 5.0

Monday, December 3, 2007

Il debutto discografico degli Orient Express recensito sul numero di Novembre delle riviste Rock Hard e Metal Hammer

Da Rock Hard di Novembre '07

L'ascolto del primo lavoro ufficiale dei nostrani Orient Express è un'esperienza straniante, un viaggio onirico in territori lontani e inesplorati: ogni brano di "Illusion"(titolo particolarmente azzeccato) proietta l'ascoltatore al cospetto di un panorama sempre nuovo e multiforme, dai contorni a volte moribidi e sfumati e altri estremamente spigolosi e definiti. Psichedelia, rock e studiata sperimentazione si combinano a creare un raffinato e sfuggente gioco di contrasti, che ha il pregio di incuriosire, coinvolgere ed attrarre inesorabilmente verso inconsuete dimensioni musicali. Rabbia e dolcezza, aggressività e melodia, disicanto e sognante svagatezza: gli Orient Express passano con spiazzante disinvoltura da un estremo all'altro, guidandoci per mano lungo un percorso ipnotico privo di punti di riferimento o di certezze di sorta. E' la ricerca di una qualche forma di evoluzione, continua e instancabile, la stella polare che guida l'operato del gruppo, il quale già alla prima occasione dimostra tutta la propria maturità e le potenzialità che, se sviluppate coerentemente d'ora in avanti, potranno proiettare il nome degli Orient Express ai vertici della scena alternativa italiana.
Michele Martini


Da Metal hammer di Novembre '07

Nati nel 2002, gli Orient Express si presentano in maniera abbastanza originale, come una band che fonde suggestioni diverse. Il gruppo si è formato attraverso svariate esperienze live, aprendo per realtà musicali diverse per approdare oggi al proprio debutto. "Illusion"è un disco soffuso, delicato, fatto di arpeggi malinconici e ritmiche lente, dondolanti, un insieme che culla l'ascoltatore assieme ad un cantato pulito e mai aggressivo. Lo stile del gruppo pesca da un vasto bagaglio di influenze, per esempio dal progressive settantiano un incedere sghembo e barcollante, dalla new wave degli anni '80 una maliconia di fondo che permea tutti i brani e dall'indie anni '90(tanto dai Motorpsycho quanto dalla scena italiana dell'epoca) un"'indolenza" cronica. L'essere un crogioulo di stili rende sicuramente "Illusion" un disco dalle potenzialità interessanti, ma costituisce anche un suo limite, non riuscendo a dare una verà identità al suono di questo gruppo. Di per sè "Illusion" scorre bene, si rende gradevole fin dall'inizio anche a chi è avvezzo a cose ben più dure, ma da metà in poi sfuma in una sorta di sottofondo indistinto. Un buon accompagnamento per un viaggio in auto, ma un pò di mordente in più non guasterebbe.

Michele Marinei